Mancano poco più di 3 mesi a settembre 2026.
Dal prossimo anno scolastico, le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado lavoreranno con le nuove Indicazioni Nazionali 2025. Non più una raccomandazione, non più una bozza in consultazione: norma in vigore, da applicare.
Se insegni musica alle medie e prendi una classe prima a settembre 2026, hai un problema che probabilmente non hai ancora messo a fuoco (se lo hai già fatto, complimenti). Il curricolo verticale di Musica che la tua scuola ha nel cassetto, è quasi certamente da rifare.
In questo articolo ti spiego cosa cambia concretamente per il curricolo verticale di Musica con le nuove Indicazioni Nazionali, cosa deve contenere un verticale fatto bene, e perché ti serve anche se tu insegni solo alle medie. Senza giri di parole, e con la stima onesta del tempo che ti serve per costruirlo.
Se vuoi prima il contesto generale di cosa cambia con le nuove Indicazioni 2025, lo trovi nell’articolo Cosa cambia per i docenti di Musica con le nuove Indicazioni Nazionali 2025.
Perché il curricolo verticale non è più rimandabile
Per anni il curricolo verticale è stato un documento “che si fa perché va fatto”. Riempiva uno scaffale del PTOF, lo si aggiornava ogni tre anni con piccole limature, e si tirava avanti.
Le Indicazioni 2025 cambiano l’aria intorno a questo documento per tre motivi.
Primo motivo: la verticalità è obbligo strutturale, non più opzionale.
Le nuove Indicazioni hanno riscritto i traguardi di competenza e gli obiettivi di apprendimento in modo che parlino esplicitamente tra primaria e secondaria di primo grado. Non puoi più avere un curricolo di Musica della primaria che vive di vita propria e un curricolo della secondaria che parte da zero. I due ordini devono dialogare per davvero, con linguaggio coerente, traguardi raccordati, criteri di valutazione comparabili.
Secondo motivo: si parte dalle classi prime.
L’applicazione non è graduale su tutti gli anni di corso contemporaneamente. Comincia con le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado dall’anno scolastico 2026-2027. Significa che la prima media che prenderai a settembre 2026 sarà la prima classe in assoluto a vivere il verticale aggiornato. Significa che il documento ti serve già scritto entro fine agosto 2026, perché su quello costruirai le tue UdA del primo quadrimestre.
Terzo motivo: il digitale e l’IA entrano nei traguardi.
Le Indicazioni 2025 integrano in modo molto più strutturato la dimensione digitale, e per la Musica questo vuol dire workflow ibridi: notazione digitale, ascolto critico di prodotti generati con IA, produzione assistita. Il vecchio curricolo verticale, anche quello fatto qualche anno fa, su questo è muto. Va riscritto.
Cosa deve contenere un curricolo verticale di Musica fatto bene
Un curricolo verticale di Musica che regga davvero ha quattro blocchi.
I traguardi di competenza in uscita
Il primo blocco sono i traguardi di competenza al termine della classe quinta della primaria e al termine della classe terza della secondaria di primo grado. Sono il “punto di arrivo” di ciascun segmento. Le nuove Indicazioni 2025 li hanno riscritti, e qui non puoi inventare: vanno ripresi letteralmente dal testo normativo, perché sono ciò su cui sei valutabile a livello di sistema.
La cosa che fa la differenza è come li commenti e li traduci nella pratica della tua scuola: ogni traguardo deve essere accompagnato da una breve glossa interpretativa che dice “in questo istituto, questo traguardo si traduce in queste competenze osservabili”.
Gli obiettivi di apprendimento per annualità
Il secondo blocco sono gli obiettivi di apprendimento, distribuiti annualità per annualità. Qui hai più libertà, perché le Indicazioni danno gli obiettivi alla fine di blocchi triennali (terza primaria, quinta primaria, terza media) e lasciano alla scuola la distribuzione interna.
Per Musica, gli obiettivi vanno organizzati in quattro nuclei: ascolto, produzione vocale e strumentale, lettura e scrittura musicale, comprensione del contesto storico-culturale. Le Indicazioni 2025 aggiungono un quinto asse trasversale che è l’uso consapevole degli strumenti digitali. Va integrato, non lasciato in coda.
Il raccordo primaria-secondaria: il punto dove tutti inciampano
Il terzo blocco è quello dove crolla l’80% dei curricoli verticali che si vedono in giro. È il raccordo.
Raccordo non vuol dire fare una riunione a giugno con le maestre della primaria. Vuol dire avere, scritto nero su bianco, cosa si fa nelle ultime due annualità della primaria (quarta e quinta) e cosa si dà per acquisito nella prima media. Vuol dire sapere quali brani sono stati cantati, quale notazione è stata introdotta, se è stato usato il flauto dolce o la tastiera o niente, se è stato fatto ascolto guidato di repertorio classico, popolare, etnico, contemporaneo.
Nelle Indicazioni 2025 il raccordo è scritto in modo più stringente. Per Musica significa che il tuo curricolo deve specificare:
- Le competenze in ingresso attese all’inizio della prima media (cosa il bambino deve “saper fare” entrando)
- Le competenze in uscita garantite dalla quinta primaria (cosa il maestro si impegna a portare a casa)
- I “ponti didattici” del primo bimestre di prima media, cioè le attività esplicite di riallineamento e accoglienza che permettono ai bambini di sezioni diverse di trovarsi sulla stessa base
Senza questi tre elementi scritti, il raccordo non esiste. Esiste solo la dichiarazione di intenti.
Criteri di valutazione coerenti tra i due ordini
Il quarto blocco sono i criteri di valutazione. Anche qui le Indicazioni 2025 spingono per una maggiore coerenza tra i due ordini.
In pratica, vuol dire avere descrittori di livello (per esempio: in via di acquisizione, base, intermedio, avanzato) che usino lo stesso linguaggio in quinta primaria e in prima media. Vuol dire che “produzione vocale” valutata in primaria e “produzione vocale” valutata in prima media non possono essere due cose scollegate.
Per Musica nello specifico, le rubriche di valutazione devono coprire i quattro nuclei più l’asse digitale, con livelli articolati e dettagliati abbastanza da non far ricadere tutto nel “sa cantare” o “non sa cantare”.
Perché ti serve anche se insegni solo alle medie
Ora la parte controintuitiva. Tu insegni alle medie. Il curricolo verticale spazia su otto anni di scuola, di cui cinque non ti riguardano direttamente. Perché perderci tempo?
Te lo spiego con una domanda che probabilmente conosci bene: in prima media, da dove parto?
Se sei come la maggior parte dei colleghi, la risposta vera è: parto da zero, perché tanto i miei alunni arrivano da quattro o cinque primarie diverse, alcuni hanno fatto musica con la maestra musicista, altri con la maestra prevalente che leggeva il libro, altri praticamente nulla. Quindi rifaccio tutto: pentagramma, chiavi, valori delle note. E perdo i primi due mesi a riallineare, frustrato perché alcuni si annoiano e altri non capiscono.
Un curricolo verticale fatto bene rompe questa logica. Ti dà, scritto, cosa la scuola si impegna a far fare nei cinque anni di primaria. Non è una garanzia ferrea, ma è un appoggio reale: puoi entrare a settembre sapendo che certe cose dovrebbero esserci, e progettare il primo bimestre come riallineamento mirato, non come “ripasso totale dal nulla”.
C’è di più. Conoscere il pezzo “primaria” del verticale ti permette di:
- Tarare meglio il livello d’ingresso delle UdA di prima
- Costruire attività che agganciano davvero il pregresso, anche minimo
- Evitare la frustrazione del “ma come, non lo sapete?” — che è il segnale più chiaro che hai dato per scontate competenze inesistenti
- Parlare con le maestre della primaria in modo costruttivo a maggio, prima dei prescrutini, per capire meglio di cosa avranno bisogno i tuoi futuri primini
Per chi insegna alle medie il verticale non è burocrazia. È uno strumento operativo per il primo quadrimestre della prima.
Quanto tempo serve a costruirlo da zero
Veniamo al punto pratico. Se decidi di scrivere da zero il curricolo verticale di Musica del tuo istituto, ti servono indicativamente quindici-venti ore di lavoro effettivo. Le scompongo.
Lettura e digestione della norma (3-4 ore). Le Indicazioni 2025 vanno lette per intero, almeno nella parte sui traguardi di Musica e nella cornice generale. Non bastano le sintesi che girano: alcune sono buone, molte travisano.
Raccordo con la primaria (3-4 ore). Almeno due incontri di un’ora con le maestre referenti di Musica delle scuole primarie del tuo istituto comprensivo, più il tempo per scrivere il documento di raccordo a quattro mani.
Scrittura dei traguardi commentati e degli obiettivi annualità per annualità (5-6 ore). È la parte più lunga, perché va fatta con cura: ogni traguardo ha bisogno della sua glossa interpretativa, ogni nucleo va declinato annualità per annualità.
Rubriche di valutazione (2-3 ore). Quattro nuclei più asse digitale, quattro livelli, descrittori chiari.
Revisione e impaginazione (2-3 ore). Coerenza interna, terminologia uniforme, format leggibile.
Quindici-venti ore. Distribuite tra fine maggio, giugno, prima settimana di settembre, possono starci. Concentrate ad agosto, dopo che hai pianificato di staccare, diventano una scocciatura. Lasciate al “lo faccio alla prima settimana di settembre”, arriva ottobre e non l’hai ancora messo a posto.
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- Obiettivi di apprendimento annualità per annualità, per tutti gli otto anni
- Sezione di raccordo primaria-secondaria con competenze in ingresso, competenze in uscita garantite, ponti didattici del primo bimestre di prima media
- Rubriche di valutazione coerenti tra i due ordini, sui quattro nuclei di Musica più l’asse digitale
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Cosa fare adesso
Se sei arrivato fin qui, hai due strade.
Se vuoi farlo da solo: ottimo. Apri il testo delle Indicazioni Nazionali 2025, prendi quindici ore in agenda tra fine maggio e luglio, organizza un incontro con le colleghe della primaria a giugno. Se non hai un punto di partenza, scarica il Kit di Sopravvivenza gratuito con i tre prompt che uso io per accelerare la stesura di documenti scolastici con l’IA. Risparmi almeno un terzo del tempo.
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Settembre 2026 sembra lontano. Non lo è. La prima classe che prenderai con le nuove Indicazioni si forma adesso, sui documenti che la tua scuola sta o non sta scrivendo in queste settimane.
Meglio non arrivarci impreparati.
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Walter Vitale è docente di Musica nella scuola secondaria di primo grado e fondatore di BiscottoDigitale.com. Lavora sul framework “Docente Mediatore IA” per integrare l’intelligenza artificiale nella didattica musicale rispettando GDPR, tutela dei minori e D.M. 166/2025.
